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Immagini interrotte, link interrotti e altri problemi

Posted by on June 27th, 2015 at 1:19:18, under Announcement, italian, manteinance, phpBB

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14 gennaio, giorno della Liberazione

Posted by on January 14th, 2015 at 13:24:04, under italian, politics, shared, Twit

Feu d'artifice

Oggi alle 10.30 il monarca repubblicano ha firmato e fatto consegnare le lettere di abdicazione.

Oggi, 14/1/2015, ci siamo liberati di questo reuccio poco coraggioso, che ci ha dato i governi Monti, Letta e Renzie.

Il monarca del declino economico che ha regnato sul derelitto Paese dello Stivale durante la peggiore recessione dal 1929, il monarca che ha visto con i suoi occhi il triple dip (caso più unico che raro), fatto a cui ha contribuito attivamente firmando le leggi che hanno portato a una forca fiscale senza precedenti.
Il monarca che ha visto la disoccupazione giovanile (15-24 anni) schizzare a livelli mai visti (43.9% a novembre), il monarca che ha visto il tasso di occupazione scendere al 55.5% (quindi 44.5% tra inattivi e disoccupati e senza contare i cassintegrati, conteggiati tra gli occupati). Il monarca delle riforme fatte a parole, il re che ha raccolto quanto seminò da presidente di quella sciagurata Camera che snaturò l’art. 68 della Costituzione.
E infine: il monarca che – salvo clamorosi commissariamenti o improbabili rivolte popolari – ha dato alla luce il ventennio renzista, fatto di tante parole e tantissime tasse.

Nunc est bibendum.

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Cherry picking, brutta malattia italiana

Posted by on December 8th, 2018 at 2:46:43, under bits of economics, italian, politics, shared, Sovereign crisis 10s, Twit

C’è una cosa che ultimamente non piace per niente da queste parti.

Le aziende o gli enti interessati presentano il loro progetto o la loro candidatura. Il comitato esaminatore, in un Paese normale, darebbe i voti ai professionisti, in base a elementi vari e stilerebbe una classifica. Il primo vince, gli altri vanno a casa, magari scontenti, magari onorati della partecipazione.

Invece no. Il comitato esaminatore ultimamente esamina i progetti, fa una prima scrematura e poi smonta, rimonta, prende, pesca … e alla fine fabbrica un accrocchio che in teoria assembla il meglio di qua e di là, in pratica perde l’unitarietà del progetto originario, che diviene quello del capo del comitato esaminatore e del suo team tecnico.

E’ capitato così per le Olimpiadi, dove al posto di decretare un vincitore il CONI ha obbligato i candidati ad accettare il progetto che aveva rimasticato e ridigerito. Alla fine Milano e Cortina hanno accettato obtorto collo (o così o niente), Torino ha avuto un attacco di terrore giallo e si è sfilata.

Sta capitando lo stesso a Genova, dove non è stato scelto un progetto di demolizione ma un assemblato.

Abbiamo paura che capiti lo stesso per il ponticello … ma lì i progetti sono così diversi che forse nessun accrocchio può essere possibile.

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C’era una volta una banca genovese

Posted by on November 13th, 2018 at 16:04:43, under Bank crisis 10s, bits of economics, italian, politics, shared, Twit

C’era una volta una banca. Era una banca locale, ligure, gestita da liguri e similari, con clienti liguri, sviluppata prevalentemente in Liguria.

La banca è stata semidistrutta da una gestione sciagurata, di Berneschi, condannato al gabbio. Poi – nelle more dei successivi aumenti di capitale – si è presentato il salvatore, uno che dava impressione di serietà. Ma non era un Berlusconi, un DelVecchio o un Benetton, era un imprenditore di medie dimensioni del settore edilizio.


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Le banche stanno studiando il rinforzo del fondo interbancario

Posted by on November 12th, 2018 at 6:20:34, under Bank crisis 10s, bits of economics, italian, politics, shared, Twit

La notizia di questi giorni è la linea di credito allo studio a favore del FITD (Fondo interbancario di tutela depositi) e a carico di un consorzio di 5 banche (Intesa, Unicredit, UBI Banca, Banco BPM e BMPS) come da notizie Reuters https://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL8N1XK2V3 

A cosa potrà mai servire? Certamente a migliorare la tutela dei depositi assicurati (sotto i 100000 euro). Forse ad aiutare la liquidazione di qualche piccola banca (sotto i 3 miliardi di attivo), aiutando a parare tutti i correntisti (esempio: caso Banca Base).

Direi quindi notizia neutra, se non lievemente positiva perché rinforzare le garanzie è cosa sempre buona, soprattutto se sono magre.

C’entra Carige o Popolare Bari (le due grandi malate di sistema) in tutto questo? Non crediamo. Non sono commissariate, e poi si tratta di banche di medie dimensioni (totale attivo 24.7 miliardi, totale conti correnti 12.2 miliardi per Carige, 14.5 e 9 miliardi per Pop Bari,  dati dalla semestrale 2018).

Se poi i signori banchieri vogliono perdere soldi per filantropia verso banche concorrenti, liberi di farlo. Che aprano un fondo Atlante 3 (o roba simile) e ci versino altro sangue … ma si ricordino sia il passato (Veneto), sia questo dettaglio: SGA (veicolo pubblico) ha sottoscritto nuove azioni CariGE giusto l’anno scorso a 1 centesimo ciascuna, e lamenta l’80% di perdite.

PS: il governo? Direi “immobilismo apparente, attivismo silenzioso” (cit.), come suo solito.

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Questa è una storia molto triste / perché il NADEF … NON ESISTE

Posted by on October 2nd, 2018 at 15:50:35, under bits of economics, italian, Miscellanea, politics, shared, Twit

(Esultanze, strilli, grida, titoloni, polemiche. Il tutto per scoprire che l’oggetto del contendere è ancora in cucina e di fatto non c’è. Noi come sempre aspettiamo pazienti il PDF e non ci fidiamo delle chiacchiere su cui verte adesso la discussione. Qualcosa ci fa pensare che ci sarà ancora un po’ da attendere … e poi si tratta solo del NADEF. La vera manovra sarà a dicembre, solo allora sarà appropriato dire chi ci rimette e chi ci guadagna.)

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2026: Torino punita, Lombardo-Veneto candidato

Posted by on October 1st, 2018 at 15:13:31, under bits of economics, italian, politics, shared, Sport, Twit

Persa per strada definitivamente Roma, dopo due no consecutivi (2020 e 2024), persa per strada Torino dopo il clamoroso passo indietro per iscritto del sindaco Appendino, il Bel Paese si affida a Milano e Cortina d’Ampezzo per portare il circo olimpico – stavolta in versione invernale – sul proprio territorio.

Nel caso saranno le olimpiadi del Lombardo Veneto, vera locomotiva del Paese e territorio storicamente ben amministrato.

In  Piemonte partono le recriminazioni, ma il tutto ha origine nel grave errore dei cittadini di Torino, che hanno votato una maggioranza sulla piattaforma della decrescita infelice. Al resto ci hanno pensato l’incapacità di fare squadra dei politici e la paura del futuro di questo sindaco, nonché la sua scarsa capacità di adattamento alla nuova realtà. Spedire una letterina a Roma con allegata la vecchia delibera resa obsoleta dai fatti è stato un segnale chiarissimo, colto da Giorgetti che ha giustamente fatto saltare il tavolo.

Non è questione di costi e attrezzature, è questione politica. Se ci si perde adesso in sede preliminare, quando arriveranno i problemi veri che si fa? Il seppuku?

“Qualcuno ha avuto paura: ha sbagliato – prosegue Salvini -. Io non vivo la politica con paura e non ho perso la speranza. Una proposta olimpica italiana ci sarà. Farò di tutto perché queste olimpiadi italiane ci siano. E se il governo era disposta a fare la sua parte con tre, non vedo perché non dovrebbe farlo con due” sedi.


“Olimpiadi Invernali 2026, Salvini: ‘Proposta Italiana Ci Sarà.’” QuotidianoNet, QuotidianoNet, 22 Sept. 2018, www.quotidiano.net/politica/olimpiadi-invernali-2026-1.4197258.

Che farà Chiamparino adesso? Se riesce a salvare le vallate come satelliti di Milano, per paradosso rende il disastro della città ancora più cocente e devastante.

In ogni caso le prossime olimpiadi Torino le vedrà molto in là, forse dal 2046 in poi. Può sperare di vedere qualcosa prima solo se le altre due falliscono, cosa poco auspicabile per il Paese.

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