Leggo oggi che il PM di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari della moglie di Mastella (Sandra Lonardo Mastella) per “sopravvenuto venir meno delle esigenze cautelari”.
La domanda da 1 milione di dollari è se mai siano esistite queste esigenze cautelari.
D’accordo, la signora raccomanda, fa pressioni, minaccia di togliere le tende se non viene accontentata. Malcostume, certo, cose poco gradevoli da sentire.
Ma è mai esistito il reato di tentata concussione che le venne contestato?
Come mai l’arresto, definito urgente per ottobre-novembre (tempo di Finanziaria) viene eseguito solo a gennaio, non appena il marito minaccia di abbattere prodi?
Perché solo 11 giorni scarsi prima della fine del mandato del procuratore capo, bocciato dal CSM e costretto a lasciare il suo ufficio per via della riforma mastellata?
L’impressione molto sgradevole è che qualcuno abbia utilizzato uno strumento (l’arresto) in modo improprio.
Che un procuratore abbia utilizzato un’interpretazione molto discutibile del codice per fare quello che gli pareva e piaceva.
E non pagherà perché è in pensione. Non riceverà alcuna multa, né tantomeno andrà dentro.
Almeno se un politico sbaglia, paga. Magari non subito, magari ci vorranno anni, magari lo scudo di protezione (immunità parlamentare) gli dà qualche garanzia in più rispetto ai comuni mortali.
Un magistrato, quando sbaglia non è detto che paghi. Vedere chi ha mandato in galera Enzo Tortora, vedere quel magistrato sardo che ha sbagliato una sentenza perché non aveva l’ultima versione del codice. Oppure quell’anglonapoletano che spende tantissimo in intercettazioni ma porta a casa pochi risultati.
Update: la signora ha ottenuto la revoca degli arresti, ma con obbligo di dimora a Ceppaloni.
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February 3rd, 2008 at 20h17'06"
Il confino è scaduto. La signora Lonardo è completamente libera.