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Archive for February, 2008

Annuncio matrimoniale - centro

Il presente per segnalare che Casini e Tabacci si sposano, senza fidanzamento preliminare e dopo neanche 1 mese dal loro divorzio. Auguriamo loro tanti figli maschi, tanta felicità ma poche schede elettorali.
Miracolo del porcellum


No ai faccia a faccia, ma tutti contro tutti

Le tre sinistre (arcobaleno, veltroniana e casiniana) hanno deciso in Commissione di vigilanza di stabilire una serata da 90′ tutti contro tutti tra il 3 e il 12 aprile sulla RAI (contrari FI, AN, DCa). Parteciperanno gli 8 candidati premier e sarà moderata da un giornalista RAI.

Tutt’altro discorso rispetto ai due faccia a faccia in cui Prodi prometteva la felicità e Berlusconi faceva i conti di ciò che aveva fatto o meno. All’epoca erano due turni da circa 90′, con i due che incrociavano le lame, in cui la vera sfida era non addormentarsi mentre parlava prodi. Stavolta concentrano tutto in 90′. Troppo poco.
Fare i faccia a faccia era improponibile perché voleva dire 28 serate, 7 ciascuno (e buonsenso imponeva le ultime 3 dedicate ai tre più grossi). (more…)


Viaggio all’inferno e ritorno

Stellone - gol, 1-0
Quando si segna dopo 10 minuti, sembra che sia stato fatto un passo importante.
Dopo poco, un arbitro disgraziato sorvola su un mani volontario da ultimo uomo. Rigore sacrosanto negato, espulsione neanche a parlarne, tanto per cambiare.

Poi l’incubo: 12 minuti, 4 gol incassati. Difesa in barca, traiettorie imprendibili in fondo al sacco, grande delusione.

1-4, e al 45′ Natali segna il secondo gol. Quello della speranza.

Ripresa, entra il resuscitato Di Michele al posto di Lazetic.
Su corner il 3-4 che riapre tutto, il 4-4 è firmato Di Michele.
Una traversa ferma il tiro del possibile 5-4 (povero Ventola, che sfortuna). (more…)


La proposta del PD sulle tv

È la stessa contenuta nella legge Gentiloni.

Quando Mimun chiede se conviene che è stato Di Pietro a iniziare, Veltroni glissa e cambia discorso. Poi parla della polemica, fa il buonista, parla della voglia di rischiare, accenna al sistema che era pronto a restare ingessato con 15 partiti per parte, etc.
Problema della spazzatura in Campania = deposito della cultura del veto. Propone raccolta differenziata, termovalorizzazione, gassificazione, ciclo dei rifiuti come succede negli altri Paesi europei.
Questo in estrema sintesi e postato live quello che ha detto Veltroni al TG5 stasera.
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Aprite le gabbie, si inizia

Si stanno definendo le ultime cose, ma tutto sommato siamo ai blocchi di partenza.

Da un lato abbiamo il Popolo della Libertà del Cavaliere, federato con la Lega di Umberto Bossi a nord e con il Movimento per le Autonomie di Lombardo a sud. Un gruppo coeso e affiatato.
Qualche incertezza riguarda la ricomparsa dello scudocrociato sulla scheda, ma per quello basta aspettare fine mese.

Dall’altro c’è il partito democratico di Prodi, Veltroni e Bassolino, che ha abbracciato Di Pietro. Formalmente stanno ancora trattando con i radicali, ma le parti sono molto distanti e le possibilità di accordo sono remote.

Terzo incomodo Fausto Bertinotti con la sinistra arcobaleno. Il terrore di sparire è stato tale che i quattro partitini hanno messo da parte le rivalità e le divisioni degli ultimi 10 anni per fare una lista unica, che farà parecchi danni.

Poi arrivano i nani, che dovrebbero ricevere protezione dal WWF.
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Ahi ahi, qualcuno è nei casini

Dopo la solita tirata contro la legge elettorale porcella, il solito pianto per la sorte dei poveri partiti nani e qualche considerazione (superata) sulle mosse di Cuffaro, in un articolo apparso su Famiglia Cristiana del 14/2/2008 si può leggere quanto segue:

Una morsa d’acciaio quella nella quale è stretto il leader dell’Unione democristiana; fra l’altro, nessun commentatore politico ha notato un passaggio fondamentale, e cioè lo scudo crociato che campeggia nel simbolo dell’Udc. Il tribunale di Roma ha stabilito definitivamente che lo scudo appartiene a Pino Pizza: «Mi basta un niente per ottenere dalla magistratura il sequestro del simbolo», va dicendo in questi giorni Pizza. E per Casini sarebbero altri guai

Intanto su Libero il segretario della DC Pizza rivela alcune cose interessanti:
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Veltroni disperato imbarca clandestini, Prodi continuerà con il PD

Veltroni voleva andare da solo alle elezioni, ma anche con Di Pietro. L’ha fatto.
Barbara Pollastrini, Enzo Carra e altri, commossi, ringraziano. E ricordano con indubbia nostalgia le manette di Di Pietro. Però dopo almeno la prima è stata assolta dalle accuse dell’allora PM.
Veltroni è in politica da 33 anni, ha i capelli (quasi) bianchi, percepisce la pensione da parlamentare, ma anche viene considerato il nuovo che avanza.
Prodi disse:

continuerò a fare politica col Pd e con voi

I veltroniani applaudono l’anziano spiritista e fanno la standing ovation (ma non doveva fare il nonno?).
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Casini disperato e solitario?

Ormai manca solo più l’ufficializzazione. Salvo improbabili e difficilissime trattative notturne, Casini starà fuori dal Popolo della Libertà.
Non potrà quindi con il suo 4% circa andare al governo ma fare l’oppositore, fregiarsi di una poltrona ma bloccare dall’interno l’azione governativa.
C’è anche un vantaggio esplicito per tutti, in questa situazione: con i nanetti out o mangiati, nessun governante potrà dire che è stato paralizzato dai suoi partitini piccoli.

Nel frattempo sono iniziate le fughe dalla seconda zattera della Medusa (la prima era la defunta maggioranza che sosteneva il defunto governo prodi).
Dopo il modenese Giovanardi che pesa molto nell’Emilia Romagna, l’UDC di Catania annuncia (more…)


L’UDC prepara le valigie

L’aria che tirava era pessima da giorni.
Prima la distinzione tra leadership della coalizione e candidatura alla premiership che convinceva definitivamente Berlusconi a ribaltare il tavolo, inglobando grandi e piccoli in un’unica lista: il Popolo Delle Libertà.
Unica eccezione chi ha solidissimi radicamenti locali e rinuncia a presentare candidature in altre zone.

Questo il principio che Casini non vuole accettare. Proprio lui che è sopravvissuto nel 1994 come ospite nelle liste di Berlusconi, oggi vuole difendere il simbolo ricevuto in dote da Buttiglione a tutti i costi. Anche a costo di prendersi meno deputati, pochi senatori e farsi altri 5 anni di opposizione.
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Abbiamo un buco?

Mi limito per ora a segnalare un articolo del sole 24ore, in cui si sospetta l’esistenza di un buco da 7 miliardi.

Il mio personale sospetto è che si tratti di spese slittate all’annata successiva (2008) per 6,6 miliardi, a cui aggiungerne 0,4 per impreviste elezioni. Ovviamente solo la trimestrale di cassa prima, e la classica due diligence dopo il passaggio delle consegne (chiunque vinca dubito confermi Padoa Schioppa) potranno dire qualcosa di più significativo.
Fare i conti a febbraio è leggermente prematuro ;)





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