A leggere alcuni articoli, sembra che lo stillicidio delle intercettazioni ad orologeria sia tutt’altro che finito. Sembra che l’abuso della pubblicazioni di intercettazioni di un Parlamentare della Repubblica sia destinato a proseguire. Sembra anzi che il solito gruppetto con accesso libero ai dati coperti da segreto (di Pulcinella) sia in possesso di altro materiale più scottante del solito. Tutto ciò in spregio a qualsiasi legge e a qualsiasi regola.

Sembra inoltre che il materiale sia parcheggiato nei soliti cassetti da un po’, e non è detto arrivi da quella procura di Napoli in cui in passato rubarono un hard disk da dentro un PC, e in cui pochi giorni fa il magistrato titolare di un’inchiesta denunciò il furto di tutto il materiale (originali e trascrizioni) che ora sarebbe a tiro di qualcuno.

Secondo questa mole di indiscrezioni, non ci sarebbe solo il Capo del Governo nel mirino dei media, ma anche altri.

Due i fronti su cui si concentrerà presumibilmente il bombardamento della sinistra mediatica e del partito dei pubblici ministeri.

“Il guaio vero è se escono le telefonate fatte ad alcune che poi sono diventate deputate o a quelle belle ragazze che il Cavaliere aveva sulle ginocchia a Porto Rotondo”.

“Il suo nervosismo manifestato a Bruxelles” - sottolinea un deputato azzurro - “non era tanto dovuto al caso Mills, ma alle intercettazioni dell’inchiesta napoletana che coinvolgono anche esponenti del governo”.

Questo almeno dicono i radar di Libero (Barbara Romano 28/6, via Camelotdestraideale)

Minzolini, invece, sulla Stampa del 28/6

Seconda scena: Consiglio dei ministri di ieri. Silvio Berlusconi apre la riunione con una battuta: «Sto parlando al telefono, state zitti, altrimenti non mi possono intercettare». Scherza su quei pezzi di intercettazioni rubate dai giornali («L’unica cosa che può uscir fuori è che sono il primo anche nel campo delle donne»), ma gli rode dentro. «È una vergogna, ma siamo solo agli inizi …» osserva pensieroso. Appunto, come è sempre avvenuto in questi anni, il copione è già noto, le sceneggiature circolano: usciranno nuovi personaggi, nuove donne e conversazioni più piccanti. «Io – ha spiegato il premier ai suoi ministri – continuerò a usare il telefono tranquillamente perché sono una persona onesta».

Segue una considerazione sul partito dei pubblici ministeri, abituato a muoversi come un sol uomo, e sul fatto che ci sarà un’intercettazione da leggere al giorno perché non si è potuto far passare il divieto per decreto.

Peraltro a essere colpito non sarà solo Berlusconi. Da quanto si può capire, sembra che un po’ di personaggi abbiano l’amante, e adesso tremino. Vedremo.

Torniamo su Libero del 28/6, stesso articolo di cui sopra. Parla stavolta uno della Lega.

“Che alcuni parlamentari sniffano si sa, anche se io non ne ho mai visti. Quelli di cui ho sentito parlare io sono quasi tutti del centrodestra, anche nella Lega si dice di qualcuno, ma nomi al telefono non ne faccio”.

Questo dunque sarebbe il secondo fronte. I drogati. Quelli a cui si riferiva Giovanardi ammettendo che ne esistono anche in Parlamento, pur senza fare nomi, pur senza riferire quantità, limitandosi a dire che non sono la metà dei parlamentari.

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