Come prevedibile, dopo la dichiarazione di insolvenza e l’avvio della procedura parafallimentare, il carburante per gli aerei deve essere pagato cash. Nessuno ormai fa più credito alla vecchia bagnarola per ovvi motivi, tutti i precedenti fanno pensare che gli aerei resteranno a terra entro poco.
Per la precisione

Il carburante per un volo intercontinentale costa tra i sette e i diecimila euro all’ora. In più ci sono i servizi di terra. E così due Boeing Alitalia sono stati ritardati, fermi in pista in attesa del bonifico per ripartire. Si parla di due aerei dal Sudamerica e dal Medio Oriente, come raccontano i piloti sottovoce per paura che la notizia allontani i passeggeri e avvicini l’ora X in cui Alitalia non potrà più volare. Perché i soldi in cassa sono pochi, i fornitori temono che i conti non vengano saldati e chiedono il pagamento sull’unghia. Il fatto, semplice e inesorabile, è che in molti non vogliono più fare credito alla compagnia.
Le notizie rimbalzano sui forum e corrono tra gli addetti ai lavori. Riguardano anche gli hotel, che nicchiano se si tratta di ospitare gli equipaggi Alitalia. Da tempo molti alberghi intorno ai principali aeroporti italiani non accettano passeggeri «riprotetti» dall’Alitalia, ovvero quei clienti che per un ritardo o un annullamento devono pernottare in hotel. Ora il problema riguarda i comandanti. «Non è bello, arrivati in albergo dopo un volo intercontinentale, trovare questa lettera» raccontano sul forum di Aviazione civile. La missiva chiede all’equipaggio il pagamento in contanti o con carta di credito. Pessimo segnale, perché se si pretende dalla compagnia di pagare tutto subito i tempi per evitare il fallimento diventano strettissimi.

Intanto sul lato Fenice le mosse sono molto rapide. Il socio unico della Compagnia Aerea Italiana srl (Banca Intesa) ha indetto per domani un’assemblea in cui deliberare la trasformazione societaria e un aumento di capitale con l’ingresso dei nuovi soci. Dopo verranno attribuite le cariche societarie. Presidente Roberto Colaninno, ad Sabelli. Qualora la cordata mollasse la presa, l’Alitalia avrà il destino che le spetta da anni. Intanto il governo si prepara a trattare con i sindacati. La corsa è contro il tempo, l’obbiettivo è chiudere la pratica prima che la IATA imponga agli aerei Alitalia di restare a terra, o che siano costretti a restarci per mancanza di denaro. Facile che almeno alcuni sindacalisti si mettano di traverso nonostante la situazione drammatica.

Come già detto l’offerta è arrivata il primo settembre. I dettagli disponibili parlano di

offerta di acquisto per una parte di Alitalia comprendente flotta, dipendenti, manutenzione, handling, marchio, slot e diritti; «il contenuto dell’offerta è soggetto a riservatezza»

La cifra stimata è 400 milioni, rilevamento debiti incluso.

Spese di commissariamento, creditori privilegiati, creditori chirografari verranno finanziati rigorosamente in quest’ordine dai ricavi della vendita dei pezzi dell’Alitalia.

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