Ieri terrore in Borsa, oggi ancora paura
by juanm on Oct.07, 2008, under Financial crisis 2007/08, bits of economics, italian, shared
Tutti sanno cos’è successo ieri sui mercati. Il migliore è stato Wall Street, che alla fine ha limitato le perdite al 3,57% (con minimi di -7%). Un bagno di sangue per chiunque abbia titoli azionari o abbia creduto in un rialzo.
Nel weekend ci sono stati alcuni fatti importanti.
In Europa il tentativo di salvataggio di Hypo Real Estate, così sofferto da aver registrato prima un niet del pool di banche chiamate al salvataggio e poi l’intervento diretto della Bundesbank a prestare denaro.
Non meno importante il CdA di Unicredit, in cui è avvenuto ciò che tutti sospettavano e dicevano da tempo (ultimo in ordine cronologico Berlusconi) e che Profumo in pubblico aveva escluso fino a non molto tempo fa. La forma è insolita: aumento di capitale da tre miliardi finanziato di fatto con parte del’importo destinato a dividendo, e distribuzione gratuita di azioni agli azionisti al posto del dividendo stesso con tasso di conversione fissato alla chiusura di venerdì (3,01 €/azione). La differenza tra il totale dividendi e l’aumento di capitale è circa uguale alle azioni proprie detenute dall’azienda.
A ciò si aggiunge un prestito obbligazionario convertibile.
Negli States il piano statalista, passato giusto venerdì a Borse europee chiuse di cui abbiamo già poststo aggiornamenti in passato.
Ciliegina sulla torta le faccine tirate di quattro leader europei, con il ministro delle finanze del quarto paese industrializzato d’Europa che ha dichiarato che questa era solo la fine dell’inizio.
Nel mio piccolo pezzo di sidebar vedevo solo due segnali verdi, corrispondenti a titoli che da molto sono stati ritirati o sospesi a tempo indeterminato (ditte fallite, messe lì per controllarne le oscillazioni prima e poi rimaste dimenticate)
Perché tutto ciò? Direi vendite da panico. Capitalizzare una forte perdita oggi per non dover capitalizzare il crack o una perdita ancora più forte domani, complice l’impossibilità di usare strumenti sofisticati (tipo short selling) per compensare almeno in parte il bagno di sangue in corso.
Oggi l’aria che tira non è tanto migliore. Dopo un rimbalzo iniziale vediamo Unicredit a -7,34%, con un crollo alle 10 del mattino e una raffica di sospensioni per eccesso di ribasso.
Nello S&P/Mib, su 40 societa’, otto sono sospese o congelate per eccesso di ribasso. Tra loro Fiat, Telecom, Impregilo, Geox, Fastweb, Banco Popolare, la Popolare di Milano e Seat
L’incubo continua.
