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Archive for December, 2008

Famigghia italiana

Di recente abbiano notato una letterina pubblicata sul blog del noto giustizialista depetrus nonché capo del secondo partito di opposizione.
Sembra una specie di lamento. Ma notiamo come colui che si lamenta sia una creatura di papà, che fece da scorta al papà tanti anni fa, ora dirigente nel partito di papà nonché vice di papà e consigliere provinciale eletto nelle liste del partito di papà, probabilmente grazie anche al cognome di papà.

Insomma, un curriculum tipico di coloro che l’indimenticata vecchia rastrelliera (AKA TPS) chiamava in un certo modo. Con l’unica differenza che qui per stare attaccati ai pantaloni di papà bisognava muoversi di casa.

Il resto è storia nota. (more…)


Intervista a Cairo - 28/12/2008

Continua la telenovela attorno al mister X.
Vocine incontrollate danno Bertone della S.Anna di Vinadio in pole, ma lui smentisce. Più secca ancora la smentita di Miroglio.

Sempre dalla Stampa

Urbano Cairo: “Non vendo il Toro all’uomo mascherato”

Il presidente granata: «Resto perchè voglio vincere qualcosa che vale»
FABIO VERGNANO
TORINO
Presidente Cairo, vende o non vende?
«Non mi interessa cedere il Toro, e non mi è piaciuto il modo in cui si sono presentati a me per farmi sapere che c’era una persona non identificabile interessata a rilevare la società».

Cosa le ha dato fastidio?
«Aver subito una sorta di raggiro. I tre avvocati hanno chiesto un incontro per parlare di pubblicità e poi hanno tirato fuori questo Mister X. Io sono abituato alla trasparenza, in tutte le mie attività metto la faccia. I sotterfugi non mi piacciono. Se qualcuno vuole davvero il Toro, si faccia avanti con nome e cognome».

Neppure se arrivassero davvero quei 40-60 milioni cash sarebbe disposto a farsi da parte?
«Prima cosa, non vendo. Punto secondo, non lo farei con una persona di cui non conosco l’identità. Con me questi signori hanno sbagliato tattica fin dal primo minuto».
(more…)


Cairo incontrò tre avvocati in novembre

Riporto una storia natalizia che ha acceso parecchie curiosità … e che potrebbe non essere così infondata.

Da La Stampa del 24/12/2008

24/12/2008 (8:12) - IL 20 NOVEMBRE A MILANO L’INCONTRO FRA IL PRESIDENTE E I LEGALI DI UN IMPRENDITORE

L’eredità

“A febbraio divento ricco, voglio il Toro” Mister X ha offerto 40 milioni a Cairo
ROBERTO CONDIO
TORINO
Il 20 novembre scorso, alle cinque della sera, tre avvocati torinesi si sono presentati nella sede milanese della Cairo Communication di corso Magenta. Avevano un appuntamento con il capo dell’azienda, Urbano Cairo. A lui dovevano chiedere una cosa sola: il Toro. «Presidente, siamo qui per comprarlo. Possibilmente, subito. Abbiamo tanti soldi a disposizione». Scritta oggi, sembra una favola di Natale. Raccontata magari per regalare illusioni a buon mercato a una tifoseria che da troppo tempo ha ben poco da divertirsi e da sognare. Tutto vero, invece. Anche se il meglio della storia deve ancora arrivare. Perché Massimo Durante, Anna Pasquinelli e Grazia Porta sono stati un’ora a colloquio con Cairo per conto di un tizio che uscirà allo scoperto entro febbraio «quando entrerà in possesso di un grosso patrimonio, costituito da liquidi e proprietà». Piemontese di mezza età (more…)


“Lavoratori” e vecchi mali

Dunque.
Abbiamo un’azienda fallita che in quanto tale non è più in grado di rimborsare eventuali cause future.
Abbiamo procedure assurde che impediscono di colpire direttamente i responsabili con multe da capogiro (si passa attraverso l’azienda), ergo chi fa scioperi selvaggi è di fatto impunito.
Abbiamo una speranza: che almeno i subentranti si rifiutino di assumere/far lavorare questi rompiscatole che fanno dello sciopero selvaggio la loro bandiera (improbabile).
Abbiamo due certezze: qualcuno ha compiuto un atto sostanzialmente illegittimo lasciando volare una compagnia fallita; qualcun altro avrebbe fatto affari migliori lasciando al suo destino la vecchia bagnarola.
Abbiamo un’altra certezza: mentre tanti lavoratori stanno lì a pietire qualche mese di cassa integrazione o di contratti di solidarietà, qui c’è gente che ha tre anni di cassa e quattro di mobilità garantiti nel peggiore dei casi.

Ergo: l’operazione alitalia si sta rivelando come un costoso quanto inutile salvataggio … inutile perché se questa è la partenza (CAI che cede a uno sciopero selvaggio) non osiamo immaginare il seguito. Inutile perché i mali della vecchia compagnia hanno elevatissime probabilità di ripresentarsi nella nuova.


Soru si dimette, sardi al voto

Renato Soru non ha paura.

Sa di rischiare la poltrona, ma sa anche che non è possibile andare avanti azzoppati, con una maggioranza rissosa e pronta a fargli mancare l’appoggio in qualsiasi momento. Un prodino sarebbe andato avanti a rattoppi e rappezzi fino alla cacciata o alla defenestrazione. (more…)


La guerra continua

Dopo la buona idea del ministro Sacconi di emanare una direttiva che impedisce di far morire di fame e di sete i disabili gravi in condizione di stato vegetativo persistente, una delle tante associazioni ha pensato bene di interessare i giudici amministrativi (TAR del Lazio) della vicenda.

L’associazione spiega in una nota di ritenere l’atto del ministro Maurizio Sacconi “illegittimo e infondato” perché al governo centrale non sono permesse ingerenze nelle materie di competenza delle regioni.

“Oltre a questo, dal punto di vista più generale, il provvedimento di Sacconi si sostituisce al Parlamento e alla magistratura, per altro in spregio di varie decisioni di quest’ultima”, spiega la nota (che poi prosegue guardando l’aspetto politico che è poi quello che interessa loro di più).

Ora … a noi risulta che tali appunti siano in realtà segni non tanto di un atto illegittimo ma di un conflitto di attribuzioni … e che quindi debbano essere gli enti interessati a fare ricorso, nel caso. A noi risulta che un’associazione qualsiasi non tragga alcun utile/vantaggio da un’eventuale vittoria nella causa, ergo non sappiamo quanto sia legittimata a intervenire.
A noi risulta anche che un ricorso in giustizia amministrativa non sostenuto da chi sia direttamente legittimato a intervenire nella vicenda sia inesorabilmente destinato a cadere.

E prevediamo molto agevolmente che solo una legge dello Stato potrà porre legalmente termine a questa guerra, disinnescare due sentenze letali dei giudici civili e mettere ordine in materia per un po’. Ma anche lì qualcuno potrà cercare di tacciarla di incostituzionalità qualora non gradita … però sarà una guerra diversa. Eventualmente … la II guerra sul caso.


Il Pescara ha fatto crack

Estratto di sentenza dichiarativa di fallimento n 43/2008 r.f.
Il Tribunale Civile di Pescara in camera di consiglio ha pronunciato la seguente sentenza:
1)DICHIARA IL FALLIMENTO di Spa Pescara Calcio con sede legale in Pescara, Via Pertini 25, codice fiscale: 00118110683.

2)Nomina giudice delegato la dott.sa Anna Fortieri

3) nomina curatore il Dott Saverio Mancinelli con studio in Pescara via Conte di Ruvo 153

4)Impone l´esercizio provvisorio dell´impresa ai sensi dell´articolo 104 comma 1 L.F.

5)Ordina al legale rappresentante dell´impresa fallita di depositare entro tre giorni i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie non che l´elenco dei creditori presso la cancelleria fallimentare di questo Tribunale

6) Dispone che il curatore proceda ai sensi dell´articolo 84 l.f. all´immediata apposizione dei sigilli su tutti i beni mobili che si trovino nella sede principale dell´impresa non che su tutti gli altri beni della fallita ovunque essi si trovino e che non appena possibile rediga l´inventario a norma dell´articola 87 l.f.

7)Fissa per il giorno 9 aprile 2009 alle 9:30 lo svolgimento dell´adunanza per l´esame dello stato passivo che avrà luogo dinanzi al suddetto giudice delegato.

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Possono di più i soldi che non gli appelli

Guardiamo la sostanza.

La casa di cura “Città di Udine”

vuole che «la Regione Friuli-Venezia Giulia si prenda la responsabilità di condividere questo percorso [...]». Vuole che una regione governata dal centrodestra si opponga a un governo di centrodestra.

Perché? Semplice … ha paura di perdere quella convenzione che permette a tanti clienti di andare lì senza pagare di tasca propria il tutto, con la regione che si occupa di versare il denaro. Senza quella convenzione perderebbe clientela, ergo soldi.

Il resto sono parole al vento … la pietas pagana, il comunicato rabbioso e stizzoso, i giri di parole per non chiamare soppressione l’atto in questione.

La situazione è così riassunta dall’ex presidente della Corte costituzionale Cesare Mirabelli intervistato dal quotidiano online ilsussidiario.net: «La sentenza che riguarda Eluana autorizza il tutore ad attuare quella che è stata ritenuta, esattamente o no, la volontà di Eluana. L’atto di indirizzo e coordinamento si rivolge invece alle strutture sanitarie, che non sono le destinatarie del provvedimento dal momento che la sentenza non le obbliga a cooperare a quella richiesta». Un atto «legittimo, valido ed efficace»


Vietato illudersi

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - I vertici di Alitalia in carica nel periodo dal 2000 all’estate 2007 sono indagati dalla procura di Roma per bancarotta. L’inchiesta e’ quella aperta lo scorso settembre dopo la dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera. Ad essere indagati sarebbero otto tra presidenti, amministratori delegati e direttori generali. Massimo riserbo in procura sugli sviluppi dell’inchiesta e sui nominativi.


Affamare la bestia è l’unica soluzione

Mi è capitato di leggere dell’ultimo bubbone esploso in quel di Napoli: quell’inchiesta in cui una fuga di notizie fece suicidare una persona (ma allora i giudici sanno lavorare in silenzio quando vogliono …) e complicò - a detta dei magistrati - il lavoro di chi doveva fare luce sui problemi.

I dettagli potete leggerli sul Giornale, sul Corriere (per citarne due).

Ma la frase che ritengo più importante è questa:

Un affare da 400 milioni di euro, in realtà mai partito. La delibera sul Global service, al centro dell’inchiesta, intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, l’appalto per una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di competenza del Comune. La delibera fu varata ma il relativo appalto non è mai partito, a causa della mancanza di copertura finanziaria.

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