La procedura di bailout governativo dell’opposizione si direbbe a buon punto. Nessuno si è opposto, nemmeno Casini, che pure è colui che sulla carta rischia di più.
Si tratta di salvare il soldato Walter dall’estinzione, creando condizioni per cui almeno possa prendere qualcosa in più rispetto al misero 23% di cui ora è accreditato dai sondaggi. L’obbiettivo minimo è ricreare quelle condizioni grazie a cui è riuscito a drenare voti alla sua sinistra. L’obbiettivo massimo (5% e liste bloccate) è abortito per minaccia di ostruzionismo da parte di casini, che giustamente non può permettere che i grandi si mettano d’accordo per dividersi le sue spoglie elettorali. Il risultato è una proposta tagliata su misura per chi è rappresentato dove conta (con speciale attenzione al povero Walter), che salvaguarda chi riuscirà a superare quell’asticella minimale e condanna chi invece non ce la farà alla totale irrilevanza.
La guerra vera è ancora tutta da combattere, con Casini che spera di drenare voti da entrambi i grandi, i grandi che sperano di drenare voti da lui, la battaglia tra Lega e PdL per la supremazia nel Lombardo-Veneto (in palio c’è la pole position per le regionali 2010), la guerra di sopravvivenza del PD che cerca di non perdere troppi voti a favore dell’alleato sanguisuga depetrus, la battaglia disperata dei nanerottoli nel tentativo remoto di superare lo sbarramento del 4% e quindi mantenere almeno un piede in esilio, vitale per assalire Berlusconi almeno da Strasburgo e conquistarsi un minimo di visibilità mediatica una volta ogni morte di papa.
Consci della loro grave inferiorità, minacciano già adesso fuoco e fiamme, ma sono i primi a sapere che non c’è nulla da fare … che dovranno andare a pietire il posto e potrebbe non bastare … perché la lotteria delle preferenze farà il resto.
Non sono in discussione le gerarchie create dalle elezioni politiche a livello nazionale. Troppo ampi gli scarti per vedere dei sorpassi almeno tra i grandi. Per i piccoli poco conta … se non superano il 4% sono morti in ogni caso, anche dovessero consolarsi guardando chi è ancora più piccolo e insignificante. Certo, c’è in palio lo 0,3% lasciato da Ferrara ritiratosi dalla vita politica, ma nessuno di loro potrà usufruirne … verranno probabilmente spartiti tra i cattolici del PdL e Casini.
Nei grandi imperi politici però c’è malcontento. Della gestione di Veltroni si è già detto … inesistente, inconsistente, senza una linea, senza qualità, con scelte suicide tipo imbarcare depetrus a bordo. E con una democrazia interna tutta apparenza e niente sostanza. Aleggia inoltre il sospetto di usare i giustizialisti per scalzare la classe dirigente locale di osservanza dalemiana.
Di Berlusconi invece si lamenta l’inesistenza di democrazia interna e di dibattito interno, il tradimento del liberismo, le posizioni filorusse in politica estera, e – accusa ancora più pesante – il fatto che consideri Costituzione e Parlamento come lacci e lacciuoli.
Alla periferia degli imperi intanto c’è chi si prepara a incrociare le lame. Campo di battaglia il partito liberale, a congresso tra non molto e reduce dal sonoro fallimento delle elezioni politiche (103.754 voti, 0,284 %). Da un lato l’ex radicale Taradash e l’ex liberale Diaconale (entrambi ora dentro al PdL) candidati al comando, dall’altro la dirigenza attuale, che non ha esitato a chiamare il dissidente PdL, ex socialista ed ex presidente di Commissione Paolo Guzzanti in soccorso. Visioni diverse … i primi desiderano rilanciare il partito come piccolo satellite PdL se possibile (ma mai a sinistra … meglio soli), il fulvo deputato desidera farne una base operativa per eventuali raid successivi a destra e a manca (e guai a parlargli di poltrone e poltroncine … va in bestia), l’attuale dirigenza spera solo di sopravvivere (ma difficilmente riuscirà a lungo).
Il marchio liberale adesso vale poco …. non ha finanziamenti nella legislatura corrente, è reduce da una disfatta elettorale, non ha futuro se non sul caminetto di qualcuno più grosso per via dell’attuale meccanismo politico. In compenso è ricco di storia, e forse questa pare l’unica molla decisiva dietro alla battaglia.
Tags: Berlusconi, Casini, di pietro, elezioni, giustizia, legge elettorale, Paolo Guzzanti, Partito Liberale, PD, PdL, radicali, Taradash, Veltroni
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February 2nd, 2009 at 16h07'56"
Addio re Silvio IV: Guzzanti se ne va…
Giunge non inattesa, preceduta da tante avvisaglie già presenti da mesi e innescata da un evento contingente. Il dominus del Popolo della Libertà e dell’Indulto perde un leale oppositore interno, che ha combattuto il comunismo e i suoi epigoni in n…