Notiamo in rete un articolo un po’ velenoso di Arturo Diaconale sul recente congresso del PLI.
Alcune puntualizzazioni:
benché la nostra iniziativa avesse riacceso interesse e suscitato l’arrivo di nuove e qualificate adesioni ad un partito che agli ultimi congressi non aveva avuto un numero di partecipanti superiori al centinaio, il “padrone” ha bloccato l’ingresso dei nuovi tesserati a lui non graditi (circa trecento tessere).
Sentiamo l’altra campana
Viene data lettura dei ricorsi presentati da: Muciolo Elena, Teodoro K. de la Grange, Stefano Maffei tutti volti a non consentire il diritto di elettorato attivo al congresso nazionale a coloro ai quali hanno presentata domanda in data successiva al 10 febbraio 2009 come deliberato dal Consiglio Nazionale il 13 settembre 2008, [...]
(da qui … in realtà c’è una confusione tra settembre e dicembre … forse calendario differente rispetto a quello gregoriano o forse distrazione).
Qualcosa non va. Il “padrone” del partito aveva fissato una data in tempi non sospetti, qualcuno si è presentato dopo ed è stato bocciato. Vediamo i dettagli.
Sull’argomento interviene il Segretario Nazionale il quale illustra che in data 11 febbraio 2009 alle ore 11.50 presso la segreteria nazionale è stato recapitato un plico, con mittente l’Opinione, contenente 169 domande di iscrizione di cui 62 riguardanti la provincia di Salerno e inoltrate e di cui i versamenti sono stati effettuati dal citato Vozza, nonché numero 107 richieste di adesione di residenti a Roma di cui il versamento è stato effettuato dal centro studi STAMPA ROMANA. Inoltre alle ore 16.25 dello stesso giorno 11 sempre con mittente Opinione sono arrivate altre numero 99 richieste di iscrizione tutte con un unico versamento effettuato da Paoloni Valeriano. In data 13 febbraio è arrivata una scheda di adesione a firma di Ardizzone Vittorio.
Inoltre lo statuto è tale da prevedere un accoglimento automatico della domanda entro 60 giorni dall’iscrizione per cui - al fine di essere certi di votare - era necessario iscriversi là dentro entro il 22/12/2008.
Il consiglio nazionale ha dovuto accettare esplicitamente le iscrizioni pervenute prima della data in questione (ma dopo il 22/12) e ha rinviato le altre, usando come unico discrimine proprio la scadenza.
Regole barocche, certo. Regole che consentono un’ampia discrezionalità, certo. Regole che sono state interpretate in modo stretto verso i nuovi, vero. Ma regole che occorreva studiare attentamente prima (e ovviamente rispettare) per presentarsi in tempo e poter combattere con tutte le proprie forze a disposizione. Anche perché … un conto è movimentare 200 vecchietti, un conto è movimentarne qualcuno in più e andare alla conta al cardiopalma, con la paura di non farcela.
Se è vero che l’incumbent ha il pieno controllo di ciò che succede dentro, se è vero che come qualsiasi incumbent utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per non farsi spodestare, è anche vero che rovesciarlo non è impossibile. E se uno rispetta le formalità prescritte ma si vede cassare una domanda con motivazioni infondate c’è sempre la lotteria dei tribunali. Se uno presenta la documentazione l’11 ma la scadenza è il 10, la battaglia è persa, la sconfitta è palese. La guerra non sarà finita, ma ammettere la propria sconfitta è il primo passo per poter analizzare i propri errori e prepararsi a combattere al giro successivo. Che potrebbe essere tra due mesi o … tra circa un anno.
Nb: Per la parte di propria competenza, Guzzanti risponde qui, e va giù duro.
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