Dopo una stagione allucinante, con soli 34 punti in 38 partite, 3 allenatori, ben 20 sconfitte, 17 partite esterne consecutive senza vittorie, due autentiche lezioni di come brucare l’erba e una retrocessione meritata sul campo come altre tre squadrette (di cui una salvata per miracolo) la misura evidentemente era colma.
Quindi alcune decine di tifosi granata hanno pensato di andare sotto le finestre di Via Magenta a Milano -sede della Cairo Communications- a cantare la serenata al padrone del vapore. C’è chi aveva il vantaggio di giocare in casa, chi invece si è sciroppato 140 km per andarci.
Due striscioni, fumogeni, canti.
Del resto a Milano c’è chi contesta Berlusconi, colpevole di aver venduto Kakà per oltre 60 milioni di euro (e nonostante i buoni risultati ottenuti). Andare a contestare sotto casa un presidente che è retrocesso ignominiosamente e cerca di scaricare le sue colpe su altri al confronto è cosa infinitamente più piccola.
L’interessato, contattato via telefono da toronews.net
preferisce non pronunciarsi in merito a quanto accaduto, e invita a pensare alle cose da fare, ad “andare avanti”, senza fare nomi (che peraltro già si conoscono) relativamente ai candidati alla panchina.
Tags: Berlusconi, Serie A, serie B, Toro, Urbano Cairo
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