Ormai non ci sono più dubbi … la stessa tecnica utilizzata è quanto di più devastante e dirompente ci possa essere contro il nemico di turno.
La bomba sganciata l’altro giorno dal neodirettore Feltri sulle prime pagine del Giornale (qui) è solo un esempio di quello che ci aspetta nei prossimi mesi. L’attaccato non ha alcuna arma per difendersi. Non le querele perché sono perse in partenza, non la solidarietà di terzi perché lascia il tempo che trova (anzi … molti mormoravano e sospettavano già prima), non l’urlo contro il giudice cattivo perché sotto c’è la sua firma. Semplicemente colpito e affondato. Rimane su altri l’onere di far partire le inevitabili ritorsioni e rappresaglie … in questo caso un incidente diplomatico in piena regola, con tanto di tessitore infuriato e prese di distanza che non spostano di una virgola la sostanza della questione.
Vantaggi? Pochi. La spada affilatissima non ha colpito il bersaglio giusto, ma solo una delle tante voci che criticavano. Non quella principale.
Sulla prima pagina del Giornale di quel 28/8 campeggiava una faccia di De Benedetti con la smorfia, richiamo alla storia della vendita SME ripresa all’interno del giornale stesso (pagg 8 e 9). Anticipazioni, speculazioni su possibili inchieste … insomma molto fumo e poca carne.
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