Vittorio, da buon bergamasco, gira con il bastone e non le manda a dire. Dopo la legnata terrificante scaricata sulla testa dell’ormai ex direttore di Avvenire Boffo (dimessosi pochi giorni fa per non compromettere la CEI nella sua battaglia personale), stavolta è un uomo dai fini pensieri a finire strigliato e ben ripassato dall’implacabile direttore.

Il copione dei media è sempre il solito. I tg vomitano le dissociazioni, le reazioni scandalizzate dei colpiti e dei loro alleati e amici, ma si guardano bene dal citare la fonte originale o dal specificare perché è partita la stangata.
Tutto ha origine dalle reazioni scomposte sul caso Boffo, qui citato solo con un post, tra cui spicca quella del Presidente della Camera che attacca il Giornale definendo la campagna stampa come killeraggio politico. E da qui occorre partire.

La forma è quella della lettera aperta … saltiamo i convenevoli e andiamo al terzo capoverso.

Hai espresso un’opinione dura verso di me senza conoscere, nella migliore delle ipotesi, i fatti. Se li avessi conosciuti saresti stato prudente. Invece hai sparato per il piacere di sparare o per convenienza, che è anche peggio.

e poi continua

Prima di unirti al coro invocante la mia crocefissione in piazza, dato che non sei ancora il segretario del Pd, bensì il presidente della Camera, avresti dovuto informarti. Bastava una telefonata a me, e non sarebbe stata la prima; se non altro, ascoltando l’altra campana, ti saresti chiarito le idee e le tue dichiarazioni sarebbero state più caute. Non ti è neanche passato per la mente che un conto sono i pettegolezzi e un altro i reati. Obietterai. Ma tu hai dato dell’omosessuale al direttore dell’Avvenire. Ti rispondo, caro Fini: l’omosessualità non è un reato; e neppure un peccato, per me non cattolico. Piuttosto tu, amico mio, un paio di anni orsono ti lasciasti sfuggire una frase infelice e memorabile: “Un maestro elementare non può essere gay”. Con ciò dando per assodato che un gay sia anche pedofilo.
Converrai, di questo dovresti vergognarti.
Poiché l’omosessualità non è in contrasto con la legge, non mi sarei mai sognato di rimproverarla a Boffo. E in effetti gli ho solo “ricordato” le molestie a sfondo sessuale a causa delle quali è stato condannato dalla giustizia ordinaria, e non da me. Il Giornale si è limitato a riferire un episodio, ciò rientra nel diritto di cronaca (ho scritto cronaca, non gossip).

Scheletrino riesumato ed esibito … argomento tabù toccato in modo esplicito (sarà per questo che censurano?)

Un accenno polemico alle continue e repentine giravolte, con preghiera di avvisare quando capitano.
Poi si arriva al sugo … i due punti importanti su cui l’uomo dai fini pensieri è entrato in rotta di collisione con la sua base elettorale: politiche sull’immigrazione (”parla come un vescovo” … eppure la legge l’ha fatta anche lui e per giunta non funzionava …) e testamento biologico (”parli come Marino”). Si dilunga sul primo punto perché sul secondo feltri la pensa diversamente da noi (su per giù come fini adesso) …
Infine la stangata … perché tutto ciò? Punta al Quirinale per la prossima legislatura e cerca di sedurre la sinistra per farcela, questa l’ipotesi. Ma - è il ragionamento di Feltri - verrà usato e abbandonato. Consiglia quindi di “rientrare nei ranghi” per recitare una parte più credibile.

Il testo originale è reperibile qui. Le reazioni sono disponibili su tutti i tg.

Un solo appunto al direttore Feltri … le vignette, anche quelle censurate, girano ugualmente e nemmeno troppo sottotraccia.

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