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Ogni tanto notiamo l’arrivo di persone che ricercano notizie su alcune vicende vecchie e antiche di cui non abbiamo fornito gli sviluppi successivi. Tipo questa … scandalo sulle prime pagine locali, rumore, tanto battage prima. Poi ?

Credo sia venuto il momento di fornire alcuni aggiornamenti …
Da Repubblica

Due dei pazienti erano morti per quelle «dimenticanze», uno invece era sopravvissuto dopo tre anestesie di tredici ore con tre interventi consecutivi in quindici giorni, effettuati con grande urgenza nel tentativo di rimediare. Lo scenario messo a nudo dall’ inchiesta parlava di lastre radiografiche scomparse nel nulla, cartelle cliniche manomesse, garze e aghi distrutti dopo essere stati recuperati nel torace dei pazienti operati. Con una coda grottesca: in un intervento «riparatore» per recuperare un ago «dimenticato» i chirurghi avevano scordato una garza. Stessi accusati e stesso inquisitore. Anche allora l’ inchiesta era stata affidata al pm Paola Stupino, spietata nelle inchiesta di malasanità. Che però fu costretta a chiedere infine l’ archiviazione perché le consulenze medico-legali del professor Luciano Prenzan, un luminare della cardiochirurgia italiana, e del dottor Roberto Testi, perito del caso Cogne e dell’ ultima inchiesta sul delitto di via Poma, furono inesorabili. Aghi e garze dimenticati e i successivi interventi per «recuperarli» non avevano causato al morte dei pazienti. Anche allora a rivolgersi agli investigatori della Guardia di Finanza era stata una «fonte interna» dell’ ospedale Molinette.

tradotto … il fatto è successo ma non è stato determinante per determinare il decesso di chi non ce l’ha fatta.
Equipe già processata, dimenticò gli aghi nei pazienti (repubblica.it)

Tra giugno e luglio un’altra inchiesta sulla morte di una paziente dopo un trapianto. I fatti risalgono al 2008 e anche lì c’è un’inchiesta in corso. Riporto solo adesso perché 5 giorni fa sono uscite le perizie e la situazione degli indagati è effettivamente brutta …

LA CONCLUSIONE dell’ intervento fu indubbiamente errata: il chirurgo, dopo aver terminato l’ operazione di sostituzione di una valvola aortica, causò involontariamente l’ ostruzione degli imbocchi delle due arterie coronariche originando così un infarto del miocardio che ridusse in fin di vita la paziente. Di fatto in coma, Pasqualina Amodeo, sottoposta nel maggio 2008 all’ intervento perché «affetta da stenosi valvolare aortica», non poteva quindi subire successivamente un trapianto di cuore, effettuato invece il 27 maggio e conclusosi con il suo decesso. È questo, in sintesi, il contenuto della consulenza medico-legale ordinata dal pm Paola Stupino al dottor Roberto Testi per appurare quanto accaduto tra il 20 e il 27 maggio 2008 nel reparto di cardiochirurgia delle Molinette. Sostanzialmente le conclusioni dell’ esperto incaricato dal magistrato e depositate martedì mattina sono un pesante atto di accusa contro il professor Mauro Rinaldi, primario di Cardiochirurgia delle Molinette, indagato per omicidio colposo con il suo vice, Massimo Boffini, e altri quattro assistenti (Fabrizio Ceresa, Marco Ribezzo, Fabrizio Sansone e Vincenzo Reale), e confermano la ricostruzione fatta dai carabinieri del Nas che, all’ inizio del giugno 2008, raccolsero la denuncia di un infermiere. Le indagini hanno infatti accertato (e la consulenza lo ha confermato) che, sorprendentemente, dal “vecchio” cuore di Pasqualina Amodeo, sostituito con l’ organo trapiantato il 27 maggio, fu smontata l’ endoprotesi (una Carpentier-Magna 19 mm) con cui era stata sostituita la valvola aortica della paziente. L’ accusa ipotizza infatti che il trapianto di cuore sia stato deciso, nonostante il parere contrario della dottoressa Anna Terreni, la neurologa che il 24 maggio aveva visitato la paziente rilevando «l’ assenza di riflessi cutanei ed encefalici» e «una miosi rigida» (in parole povere un danno al cervello che rivelava un quadro clinico vicino al coma irreversibile), per nascondere l’ errore commesso dal dottor Boffini a conclusione dell’ intervento di sostituzione della valvola aortica.

Quel cuore trapiantato su una donna in coma
Il problema adesso è capire chi e perché ha smontato la protesi dal cuore vecchio, perché secondo me è questo l’aspetto più grave della situazione … non tanto l’errore del medico quanto il sospetto che qualcuno abbia tentato di coprirsi. Il trapianto direi sia stato un estremo e disperato tentativo di tenerla su che purtroppo - a causa della gravità degli errori precedenti - non è servito.

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