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Archive for February, 2017

Grillini sconfitti, esposto contro Iacoboni in archivio

by on Feb.28, 2017, under italian, journos, politics

I grillini avevano presentato un esposto all’Ordine dei Giornalisti contro il giornalista Jacopo Iacoboni (La Stampa), autore in questi lunghi mesi di diversi scoop e analisi sui pentastellati, quasi tutti rivelatisi fondati. Tutti eccetto uno, quello sulla beatricedimadi che si è rivelata essere non grillina.
L’esposto è finito in archivio all’unanimità. (continue reading…)

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Nel Paese regna il caos, nel frattempo il PD si balocca

by on Feb.20, 2017, under EU crisis, italian, politics, shared, Twit

Mentre il PD si diverte con i suoi psicodrammi, in zona di confine continua a capitare di tutto.

  1. Venerdì notte un gruppo di 30 clandestini, in zona Grimaldi (Vintimille, Imperia) è stato avvistato da una pattuglia della Finanza mentre si stavano incamminando verso l’autostrada per camminarci su, e andare in Francia. La pattuglia,  ha intimato l’alt. Risposta? Sassate. Sassi piccoli, raccolti da terra, ma sassi. La pattuglia ha dovuto chiamare i rinforzi (polizia e carabinieri) e i clandestini hanno provato a scappare. Uno è caduto male (siamo in montagna) ed è stato portato all’ospedale.
  2. Venerdì mattina, ore 5.30 . Guasto elettrico, il treno si rifiuta di partire o si ferma poco dopo la partenza. I passeggeri sono invitati a scendere e il treno guasto viene trainato a Cannes La Bocca per capire cosa è successo.
    I tecnici fanno la scoperta: attaccato al pantografo il corpo completamente carbonizzato di un uomo, senza documenti, difficilissimo da identificare. Probabilmente un clandestino che tentava di varcare la frontiera da vivo.
  3. Nella notte tra 11 e 12 febbraio un clandestino è stato investito presso Latte di Ventimiglia da un treno, mentre camminava sulla ferrovia … è vivo in ospedale.
  4. La mattina del 5 febbraio un altro clandestino è stato travolto da un treno in galleria vicino a Latte di Ventimiglia e non è sopravvissuto all’impatto.

Totale: due morti e un ferito in 15 giorni, e la solita guerra contro i trafficanti di carne umana che va avanti, senza requie, giorno e notte.

Insomma, la situazione è decisamente fuori controllo, il governo, dopo tre anni di colpevole inazione, sta forse pensando finalmente di fare qualcosa.

Ma il partito di maggioranza relativa ha come priorità l’ennesima pagliacciata interna. Del territorio non gliene frega nulla, per l’ennesima volta, anche se amministrato da un compagno di partito.

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Atlante, errore tragico

by on Feb.16, 2017, under Bank crisis 10s, bits of economics, EU crisis, italian, politics, shared, Twit

Atlas

Atlante

A un’occhiata superficiale sembrava un colpo di genio. Una banca è di fatto condannata, il governo allora “chiude” le concorrenti in una stanza e (non sappiamo con quali strani strumenti) le convince a tirare fuori un fondo salvabanche privato. Tale fondo, chiamato Atlante, salva tale banca dal crack (l’Aumento di Capitale è andato deserto), salva poi la banca concorrente dallo stesso destino (altro aumento andato deserto) e così impegna già una buona dotazione del capitale iniziale. Il tutto senza che Francoforte abbia nulla da ridire. Il governo al massimo coordina, non è aiuto di Stato, non scattano né burden sharing né bail-in. I vecchi azionisti (com’è giusto che sia) perdono le penne e iniziano a urlare.

Siamo tra primavera ed estate 2016, ma la realtà è ostinata, molto di più dei politici, dei loro strumenti e dei banchieri di sistema.

Autunno/inverno … tocca al Monte dei Paschi, e a parte un’offerta di rilevare NPL a prezzi di favore il fondo salvabanche privato non riesce a fare altro. E’ impotente perché non ha abbastanza fondi, per reperire i quali dovrebbe a sua volta ricapitalizzarsi. A Natale si arriva allo showdown: la banca è sistemica, l’aumento di capitale è andato deserto, si iniziano le lunghe procedure per la ricapitalizzazione precauzionale, che son ben lungi dal terminare.

Sempre a dicembre Atlante versa quasi un miliardo di acconto futuri aumenti di capitale, sempre nelle banchette venete di cui sopra.

Ora la realtà presenta il conto.

Le derelitte banchette venete portano a bilancio perdite per altri 2.8 miliardi, mentre Atlante ha circa 1.7 miliardi di munizioni.

A inizio febbraio si pensava servissero tre miliardi per aumento di capitale, ma, se la matematica non è un’opinione, le nuove perdite implicano che sono necessari circa cinque / sei miliardi di aumento di capitale per le due banchette, cifra che può scendere se si iniziano a tagliare i costi in modo secco, dove tali costi sono principalmente filiali non di proprietà e soprattutto dipendenti. Nessuno invece può rilevare gli NPL a prezzo di favore stavolta.

Come non c’erano cinque miliardi per i Paschi a dicembre (e solo per tirare avanti), così non ve ne saranno sei per le due banchette.
Niente soldi, niente fusione, quindi niente creazione di una possibile banca grande da dichiarare sistemica.

La situazione è semplice:

  1. Niente fondi privati e niente deroghe da Francoforte vuol dire risoluzione per entrambe.
  2. Niente fondi privati e grosso favore politico da Francoforte vuol dire ricapitalizzazione precauzionale: azionisti diluiti pesantemente, subordinati convertiti a forza, Stato che interviene, il tutto con tempi molto lunghi.

(tra avere niente fondi privati o fondi insufficienti non cambia il risultato)

Comunque vada, risoluzione o ricapitalizzazione temporanea che si faccia, per Atlante la partita è matematicamente persa. O deliberano un aumento di capitale molto importante oppure i soci devono ammettere la disfatta e ritirarsi di corsa.

In ogni caso, l’investimento già fatto (totale 3.5 miliardi tra aumenti e acconti futuri aumenti versati a dicembre) va svalutato a bilancio. E il motivo per cui è stato fatto andrà spiegato agli azionisti imbufaliti, e la spiegazione non potrà essere soltanto: è colpa sua.

eh he ...

eh he …

Perché se lui ha messo le soluzioni sul tavolo, altri hanno supinamente accettato al posto di dire di no. In un mondo più decente tutti gli AD si presenterebbero alla prossima assemblea con il capo cosparso di cenere a chiedere perdono agli azionisti per i loro errori.

Torniamo alle banchette venete.

I giornaloni parlano di Stato banchiere che tenta la ricapitalizzazione precauzionale, ma questa può solo essere temporanea, inoltre è soggetta ad approvazione.

Le banchette venete NON SONO SISTEMICHE, per nessuna ragione.

Nessun decreto governativo le definisce come tali, non hanno – prese singolarmente – le dimensioni di un Monte Paschi o di Intesa o di Unicredit (le banche sistemiche tricolori).
I numeri dicono che tutte e due messe insieme hanno carenze pari a circa 3/4 di quella dei Paschi o a circa metà di Unicredit, dopo anni di azioni sopravvalutate. Ma non hanno una diffusione capillare a livello nazionale, non hanno una massa di risparmiatori importante coinvolta a livello nazionale. Noi non riusciamo a vedere alcun motivo per cui possano essere dichiarate sistemiche, a meno che il Veneto non dichiari l’indipendenza. Sono sistemiche per il Veneto, solo per il Veneto e per nessun altro. Già per l’antica Repubblica di Venezia potrebbero non essere sistemiche.

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La sinistra delle tasse

by on Feb.11, 2017, under bits of economics, italian, politics, shared, Twit

Da Bruxelles chiedono un piccolo aggiustamento di bilancio, solo lo 0.2% del PIL. Poca roba per intenderci.
Non ci sono vincoli su come ottenerlo, se con tagli di spesa o tagli di tasse, quello fa parte della sovranità nazionale residua.

Visto che il PD, pur di non tagliare gli sprechi di Renzi (bonus 80 euro, 500 euro ai diciottenni e simili) si taglierebbe volentieri un braccio, allora avremo la scelta tra più tasse e procedura di infrazione aperta.

Grazie piddini.

PS: gli sprechi di Renzi, oltre a costituire un esempio chiarissimo di spesa pubblica improduttiva, valgono ben di più della modesta correzione richiesta, quindi avanzerebbero un po’ di denari pubblici da investire in modo più saggio o da destinare a ridurre il debito, a scelta.

 

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