Per non dimenticare
La sera dell’8 settembre 1943, in coincidenza con l’annuncio da Radio Algeri dell’armistizio siglato cinque giorni prima vari comandi e presidi italiani in patria e all’estero venivano attaccati o sopraffatti dai tedeschi, il re e il governo Badoglio temevano un colpo di mano nazista per impadronirsi della capitale. Anziché organizzare la difesa della capitale decisero quindi di scappare da Roma.
Gli incarichi più importanti furono delegati a chi doveva restare: la presidenza del Governo fu frettolosamente affidata ad Umberto Ricci, allora ministro degli Interni. Mario Roatta, vice Capo di Stato Maggiore (anche lui in fuga), diede sommarie istruzioni sul da farsi al generale Giacomo Carboni. Tra il 9 e il 10 settembre, nella battaglia che i militari italiani abbandonati a se stessi (more…)