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Archive for the ‘Financial crisis 2007/08’ Category

Ciao ciao bailout per auto

Il piano approvato dalla Camera dei Rappresentanti nei giorni scorsi era stato pesantemente criticato perché troppo morbido e non sufficiente. Ieri sera la svolta, secca: niente accordo tra maggioranza dem e opposizione GOP al Senato perché i sindacati si sono rifiutati di accettare un taglio salariale da 70$/h a poco meno di 50$/h (come i concorrenti non sindacalizzati) dal 2009. Un altro punto qualificante proposto dai repubblicani era l’abbattimento di 2/3 del debito

Adesso i destini delle aziende del settore auto saranno diversi. Ford non aveva bisogno immediato di aiuti e si è attivata nella ricerca di linee di credito. Per GM e Chrysler invece si spalancano le porte del Chapter 11 della legge fallimentare, e un probabile crack in poche settimane.

Vantaggio: se aiuti di Stato arriveranno, saranno mirati a chi era messo meglio e sta passando un momento difficile, non a tenere in vita aziende decotte.


Linkages 2008-11-14

1 - A un passo dalla crisi diplomatica con gli Usa (Libero, via aconservativemind)

[...]Silvio Berlusconi, in politica estera, in questi pochi mesi di governo è riuscito a fare quello che Palmiro Togliatti e i suoi successori alla guida del Pci hanno tentato, senza successo, per mezzo secolo: portare l’Italia nella sfera d’influenza del Cremlino e allontanarla dall’orbita americana. Oggi siamo il Paese occidentale più vicino alla Russia. Che non sarà più il cuore dell’Unione sovietica. Ma resta governata dai figli del Kgb, il servizio segreto del partito comunista. -cut

2 - Istat: l’Italia è in recessione “tecnica”

Il prodotto interno lordo italiano nel terzo trimestre del 2008 è calato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto al terzo trimestre 2007. Lo comunica l’Istat, precisando che si tratta di una stima preliminare

3 - Universities desperately need reform—yet resist change Reforms and protests in Italian universities | A case for change | The Economist (Nov 13th, 2008)

4 - On Putin’s term Russia’s constitution is set to change, to its former president’s advantage (The Economist, Nov 14th)


La cassa PIANGE

Prima una serie di indizi convergenti:

  • la dichiarazione che non esistevano tesoretti (Tremonti appena salito al comando)
  • le tasse che non sono ancora scese,
  • la finanziaria triennale basata su tagli di spesa dolorosissimi anche per categorie finora intoccabili (il tabù del modulo che viene cassato, i tagli importanti all’università, i vincoli sul turnover)
  • il decreto sulle banche che indica le possibili fonti e i possibili impieghi senza mettere i numeri
  • Paolo Cirino Pomicino che quantifica in 2 miliardi i debiti sommersi (fuori bilancio?) e successivamente consiglia la vendita dei gioielli di famiglia (gli immobili)
  • la differenza tra tasso di interesse debitorio e crescita PIL è costantemente positiva, inoltre il debito pubblico continua a veleggiare tranquillamente al di sopra del PIL (indicatori di un debito poco sostenibile)

Un altro indizio interessante è il seguente

(ANSA) - ROMA, 28 OTT - Il Governo ritira l’emendamento al Ddl lavoro in aula alla Camera che aumentava di 150 milioni i fondi per cassa integrazione straordinaria. La proposta sara’ ripresentata in Senato. Lo annuncia il presidente della Commissione Lavoro, Stefano Saglia, spiegando che si punta ad aumentare le risorse nel passaggio tra Camera e Senato. ‘Mi assumo tutta la responsabilita’ tecnica di questa decisione’, ha detto. ‘La volonta’ del Governo e’ trovare risorse aggiuntive’.

Vuol dire che 150 milioni in più (da 450 milioni a 600) non bastano per far fronte alle richieste, ne servono altri e li stanno cercando. Se la ricerca non riesce chi perde il posto in imprese non coperte dalla Cassa integrazione ordinaria dovrà arrangiarsi.

La situazione sembra abbastanza chiara: il momento non è dei più favorevoli, la cassa non si sente particolarmente bene. Ci pensa però un retroscena di Minzolini sulla Stampa ad assestare un colpo importante a qualsiasi dubbio in merito. Al fondo si leggono le seguenti parole

«[...] però la finanziaria va rispettata, non fosse altro che non ci sono i soldi e non possiamo permetterci nuove tasse»

(le sottolineature sono mie)

Auguri …


Deroga inopportuna

Mentre Silvius IV canta beato le lodi dell’accordo europeo, ci permettiamo di far notare alcune note stonate.

“Con le decisioni prese oggi “si sospende la regola del mark to market secondo cui le aziende dovevano abbattere il valore patrimoniale in bilancio e possono rimanere sui valori precedentemente dichiarati”, ha spiegato Berlusconi sottolineando che a suo giudizio si tratta di una delle decisioni più importanti prese oggi. I provvedimenti adottati dal vertice sono “assolutamente positivi” e “immagino che i mercati possono prenderne atto” e che questi provvedimenti “possono ridare fiducia agli investitori”.

(more…)


La vecchia toppa non basta più

La Consob ha vietato tutte le vendite allo scoperto sui titoli italiani in borsa, dopo che il primo ottobre le aveva già messe al bando sui titoli bancari e gli assicurativi. È quanto si apprende da un comunicato della commissione. Il provvedimento “ha efficacia a partire dalle ore 14 di oggi e fino alle ore 24 del 31 ottobre prossimo”. Lo si legge in una nota.

Ma quanto sono efficaci sul non brevissimo periodo queste misure? Chiedere ai signori di Wall Street … primo giorno con le vendite allo scoperto, primo giorno con ribassi molto importanti.

Risultato? sul breve solo vendite da terrore puro e da persone che prevedendo un’ulteriore discesa, al posto di coprirsi devono sbarazzarsi del titolo per puntare su altro. Non aiuta a risolvere la crisi, non serve per ridare fiducia.


Another bank bites the dust

Icesave bankrupt

The Icelandic government took control of the country’s second-biggest bank on Tuesday to keep it afloat. [...]Halldor J Kristjansson, the new manager of Landsbanki (parent bank of icesave - ndjm), said it had not helped that customers in Britain wanted to take out a large chunk of money after the news broke about the nationalisation of Glitnir, the third-largest Icelandic bank, last week.

Icesave was operating (more…)


Profumo di denari

Il gruppo Unicredit continua a essere al centro della tempesta.
Non è bastata la manovra di aumento di capitale per togliere di mezzo sospetti e diffidenze.

Ma la capacità di convinzione del gruppo bancario genovese è tale che Moody’s ha tagliato il rating da Aa2 a Aa3 con outlook stabile (principio del too big to fail?). Le azioni scendono di altri 4 punti percentuali (e meno male che Profumo ne aveva comperate ieri per 300000€).
Atteso (more…)


Ieri terrore in Borsa, oggi ancora paura

Tutti sanno cos’è successo ieri sui mercati. Il migliore è stato Wall Street, che alla fine ha limitato le perdite al 3,57% (con minimi di -7%). Un bagno di sangue per chiunque abbia titoli azionari o abbia creduto in un rialzo.

Nel weekend ci sono stati alcuni fatti importanti.

In Europa (more…)


Piano statalista passa, i debiti salgono

È passato con 263 voti favorevoli e 171 il piano statalista da 850 miliardi di dollari (già 700 settimana scorsa). Il programma prevede di scaricare sui contribuenti il moral hazard dei banchieri, portando (tra l’altro) il rapporto debito/PIL USA (more…)


Piano statalista passa al Senato

Vengono aggiunte due modifiche positive rispetto alla versione bocciata alla Camera. Una è la tutela dei correntisti, con limite massimo di rimborso in caso di crack alzato da 100000 a 200000 $ (circa 143000 euro … in Italia è di 103291 euro di cui una quota viene liquidata a breve, il resto con più calma). L’altra consiste in una serie di sgravi fiscali per un totale di 150 miliardi di dollari a beneficio di imprese e famiglie.
Adesso il progetto tornerà alla Camera dei Rappresentanti dove si voterà oggi.





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