Ormai è passato del tempo, un anno esatto (366 giorni). Eppure questo pezzo conserva tuttora la sua drammatica attualità.
Lo prendo di peso dal sito dell’autore, impugno tastiera e coltello, e trascrivo
Alexander Litvinenko era morto il 23 novembre e di colpo una morbosa attenzione si scatenò sulla commissione Mitrokhin che aveva concluso i suoi lavori a marzo nel più torbido e innaturale silenzio stampa. Pochi giorni dopo mi telefonò una giornalista del Corriere della Sera che mi fece strane domande: se per caso, io, come dire, insomma, avessi dato a Scaramella una, cioè almeno dei consigli. Era tutto un farfugliare imbarazzato ma il significato era lampante. Chiesi: mi stai dicendo che ci sono delle intercettazioni? Sì: la pattuglia dei giornalisti che fanno parte di una certa squadra erano stati convocati a Napoli (dove esattamente? non lo so) e si precipitavano a saccheggiare in una apposita stanza una astuta e artefatta selezione di intercettazioni illegali – essendo io un parlamentare – di conversazioni fra me e un collaboratore del Parlamento della Repubblica.
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