Da La Nazione del 24 ottobre
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No ai tagli annunciati dal ministro Tremonti, no alla legge 133 proposta dal ministro Gelmini, «una legge vergogna – urlano al megafono – che ci taglia i fondi e ci consegna nelle mani dei privati» no – su tutta la linea – a una riforma del sistema dell’istruzione che i manifestanti proprio non accettano. E no, soprattutto, ancora più forte, all’ipotesi del Premier Silvio Berlusconi di inviare le forze dell’ordine nelle università occupate.
“La vostra violenza contro il nostro sapere” è lo striscione diretto che apre il lungo corteo. Al suo fianco due “guardie” di nero vestite trascinano l’Università in catene, seguite da una classe di asini: questo orizzonte è ciò che li spaventa, perché – come è scritto su un altro striscione – “un paese di ignoranti si governa meglio”. Un attacco frontale, una presa di posizione che non lascia spazio ai compromessi e che raccoglie, in un unico lungo pomeriggio, tante componenti del mondo dell’istruzione.
Ehm …
Ricordo questo particolare … non c’è bisogno di tagli di spesa, riforme et similia per creare una classe di ciuchini. Sembra sufficiente lasciare che si gestiscano da soli i fondi senza doverne rispondere a nessuno se non alla loro coscienza, con le regole correnti.
Eppure dovrebbero ringraziare il generoso art 16 legge 133/2008 che permette alle stesse università di decidere una trasformazione societaria con pochi oneri, facendo divenire di proprietà gli immobili in uso. Ma tant’è … se uno non sa nemmeno associare la legge giusta all’autore corretto, non si può pretendere che l’abbia letta.
Il titolo è troppo grosso per non saltare immediatamente all’occhio