“Porcellum”

La legge elettorale vigente è il cosiddetto “Porcellum”, scritto dall’allora ministro delle riforme Roberto Calderoli, dopo che Follini (ora parte integrante della sinistra) ricattò il governo Berlusconi-ter, minacciandone la caduta senza una legge proporzionale. Il suo soprannome è dovuto alla definizione di “legge porcata” affibbiatale dal suo stesso autore perché nella sua ultima stesura c’era un 1‰ di probabilità che il Senato venisse vinto da chi aveva preso meno voti.

Camera

La legge assegna 617 (dei 618) deputati della Camera eletti in Italia su base di ampie circoscrizioni proporzionali con liste bloccate.
Partecipano al riparto le coalizioni che raccolgano almeno il 10% o partiti isolati che superino il 4%.
Chi è dentro alle coalizioni deve superare il 2% per avere deputati eletti, o essere il più forte tra gli esclusi.

La prima coalizione prende almeno il 55% dei seggi, le altre si spartiscono il resto

La Valle d’Aosta elegge il suo unico deputato con un sistema uninominale secco (e i suoi voti non contano per assegnare il premio di maggioranza a livello nazionale).
I 12 deputati rimanenti sono eletti all’estero in collegi proporzionali molto ampi che però assegnano pochi deputati ciascuno (quindi somiglia più a un maggioritario che non a un proporzionale).

Algoritmo ripartizione seggi

Lo riporto in questa sottopagina, così chi vuole può divertirsi a fare i conti

Senato

Al Senato la versione originale si basava sugli stessi principi, solo che il presidente Ciampi la rinviò alle Camere perché secondo lui il riparto nazionale del premio di maggioranza andava contro la Costituzione. La versione definitiva prevede collegi proporzionali e premi di maggioranza attribuiti a livello regionale (non a livello nazionale). Almeno il 55% dei seggi per la prima coalizione (se supera la soglia però aumenta in proporzione), gli altri a dividersi i resti.
Le soglie di accesso sono regionali: 20% per coalizioni, 8% per partiti non coalizzati, 3% per partiti coalizzati.
Riporto l’algoritmo di calcolo in questa sottopagina, per facilitare i calcoli a chi volesse divertirsi
I senatori eletti all’estero sono 6, i senatori a vita sono 5 a cui aggiungere gli ex presidenti della Repubblica (nel 2006 un senatore a vita è diventato capo di stato, quindi sono 4 + gli ex presidenti).

Eccezioni al Senato sono la Valle d’Aosta, il Trentino e il Molise.

  • I valdostani eleggono il loro unico senatore in un collegio uninominale.
  • Il Molise elegge i suoi due senatori con sistema proporzionale puro.
  • In Trentino ci sono sei collegi uninominali che eleggono altrettanti senatori. Il settimo eletto viene determinato recuperando i voti inutilizzati (tradotto: è il miglior perdente)

Valutazioni

Vantaggi:

  1. la Camera dei Deputati ha sempre una maggioranza certa, chiunque sia a vincere, e nessun partito piccolo ha lì potere di ricatto in corso d’opera.
  2. la tentazione dei partiti di raggrupparsi in coalizioni troppo piccole è scoraggiata, quindi niente terzo polo
  3. votare è molto semplice: una croce sul simbolo del partito desiderato e stop. Calano quindi le schede nulle.
  4. I candidati non devono spendere dei patrimoni per far affiggere manifesti con le loro foto, né arrivare al punto di diffamarsi per prevalere sul collega di partito (come succede con le preferenze). La campagna la paga il partito, le spese vengono ripartite tra tutti.

Svantaggi:

  1. al Senato la composizione risulta di fatto vincolata da una caratteristica: tre regioni sono roccaforti del centrodestra (Lombardia, Sicilia, Veneto), le regioni rosse del centro votano sempre a sinistra; le altre oscillano. Nessuno raggiungerà mai il 55% dei seggi se non succedono miracoli.
  2. al Senato non esiste a priori la certezza di una maggioranza solida per chi vince. La presenza dei senatori a vita (4 di sinistra, gli altri 3 di centro al 27/1/2008) complica le cose, costringendo qualsiasi coalizione di centrodestra a vincere con almeno 8 seggi di scarto, mentre alle sinistre bastano margini inferiori.
  3. Alla Camera una regione in cui la maggior parte degli elettori ha votato per uno schieramento può trovarsi rappresentata dalla parte politica sonoramente bocciata da quegli elettori
  4. un capo irresponsabile potrebbe sentirsi incoraggiato a incollare alla bell’e meglio tanti partiti inconciliabili tra loro, pur di diventare capo del governo. È successo. Le conseguenze le patiscono la sua coalizione e il Paese.
  5. I capi partito hanno una grave responsabilità. Da un lato determinano chi viene eletto e chi no tramite l’ordine della lista (incertezze riguardano solo chi è in mezzo). Dall’altro scegliendo la circoscrizione, determinano i ripescaggi dei primi esclusi.

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