C’ era una volta un piccolo uomo …

Oggi, Esopo 2006. Invece di parlare di politica, racconterò una favola. Somiglia peraltro al Diavolo nella Bottiglia di Stevenson.

C’era una volta un piccolo uomo, piuttosto insignificante che faceva la sua brava carriera universitaria di terza fila: nessuno avrebbe mai trovato interessanti i suoi saggi accademici e nessuna università straniera li avrebbe adottati. Non aveva ancora quaranta anni ed era molto, molto ambizioso.
C’era una volta un Grande Regno, dal alcuni detto Regno del Male e da altri Regno della Grande Speranza. Da tempo la gente del Grande Regno del Male (o della speranza) lavoravano per sottomettere con le buone o con le cattive, il fragile ma ricchissimo Regno di Mezzo, che confinava con il Regno del Male (o della Speranza), ma era alleato del potente regno al di là dei mari, detto Terra delle Opportunità e della Libertà. Tutti temevano che il Regno del Male (e della Grande Speranza) entrasse in guerra con il Regno al di là dei mari, perché entrambe le nazioni erano in grado di distruggere l’altra perfino dopo essere già stata distrutta dall’altra. Per questo timore il Regno del Male seguitava a guardare con avidità il piccolo e grasso Regno di Mezzo, che sperava un giorno di catturare senza dover ingaggiare un duello mortale con la Terra delle Opportunità e delle Libertà.
E per questo fine si preparava con molta cura e molte spese, sia militari che di altro genere. Un giorno si svolse in una città del nord del piccolo e grasso Regno di Mezzo una riunione in cui si decise di arruolare una rete di amici segreti nei piccoli paesi che formavano il grasso ricco ed inerme Regno di Mezzo. Fu composta una lista di persone che dovevano avere alcune caratterisiche fra cui: non appartenere ai partiti notoriamente amici del Grande Regno del Male, appartenere invece al mondo religioso vicino agli amici del Grande Regno del Male, ed essere personaggii seconda e terza fila, ma divorati da una ambizione sproporzionata alle rali capacità.
A ciascuno di loro era stato inviato un messaggero che, in modo allegro, fraterno e conviviale, aveva fatto a tutti lo stesso discorso, ottenendo più o meno le stesse risposte.
In particolare uno, che apparteneva al paese del Regno di Mezzo detto lo Stivale.
Ecco che cosa si dissero.
“Siamo qui per proporti un patto”, esordì l’ambasciatore del Regno del Male e della Speranza “Un patto interamente a tuo vantaggio”.
– Di che genere?
– Noi da oggi ci prenderemo cura di te e della tua carriera, della tua fortuna e della tua felicità.
– Avrò cattedre ancora più prestigiose?
– Molto di più. Se seguirai le nostre istruzioni tu sarai nominato maestro dell’economia e dei tesori, capo delle compagnie pubbliche, ministro di governo…
– Io ministro?
– Molto di più. Tu sarai Primo Ministro. E se il Regno di Mezzo siriunificherà, come noi auspichiamo, sotto una sola bandiera che a noi piaccia, tu sarai una stella fulgente di quella bandiera, presidente, forse imperatore, dipende…
– E che cosa dovrei fare per avere tanti premi?
– Vivere tranquillamente e osservare la straordinaria messe di frutti che ti cadranno ai piedi.
– E nient’altro?
– Beh sì. Dovrai favorire di volta in volta gli interessi del Grande Regno della Speranza, che i nostri nemici chiamano Regno del Male.
– E come farò a sapere…
– Riceverai istruzioni di volta in volta e sarai affiancato da persone che sono già nostri amici, e che ti consiglieranno sempre per il tuo e il nostro bene.
– E farò carriera…
– Sì, e maneggerai grandi fortune, e più sarai nostro amico, più vantaggi riceverai.
– Confesso che io già da tempo ho simpatia per il Grande Regno della Sepranza che molti chiamano rozzamente Regno del Male.
– E’ per questo che abbiamo pensato a te. Ti siamo simpatici, ma non sei iscritto a nessun partito: questo ci piace, è prudente. Allora, ci stai?
– Come potrei dire di no. Che cosa devo fare?
– Per ora nulla. Ma verrà un momento in cui ti chiederemo di firmare il contratto, come dire, col sangue.
– Non capisco
– Vedi, la fiducia è una cosa bellissima. Ma in queste faccende occorre avere la certezza dei comportamenti. Dunque, quando ti verrà chiesto tu farai qualcosa che non vorresti fare, ma che dovrai fare. Qualcosa che ti… come dire? ti comprometterà ma non troppo. Qualcosa che ti potrà sempre essere rimproverata e che tu non potrai spiegare, se non parlando del nostro patto, cosa che non farai mai…
– Ma che genere di compromissione?
– Oh, tu conosci la nostra letteratura: creature fantastiche, spiriti, diavoli, fantasmi…
– ma io non credo ai fantasmi e agli spiriti
– Nemmeno noi. Nessuno crede a queste sciocchezze e proprio per questo, vedrai, ti chiederemo di sostenere un ruolo, come dire, buffo, eccentrico, ma anche tragico.
– Ma sarò deriso…
– No, stai tranquillo. Abbiamo amici ovunque, specialmente fra messi, cantastorie, araldi, buffoni di corte… Nessuno darà gran peso a quel che ti faremo fare…
– Ma allora dov’è il vostro vantaggio?
– Nel fatto che noi sappiamo com’è andata e tu anche. Qualcun altro lo saprà. E di tanto in tanto qualcuno verrà a infastidirti con una storia di fantasmi, di spiriti, forse oggetti inanimati che danzano per ore come ballerine…
– Oggetti danzanti? Ma io…
– Piccole cose: piattini, forse cucchiai, vedremo al momento. Ma tu saprai che non potrai mai tradirci…
– Ma non vi tradirei comunque.
– Ragion di più per non aver timori. Noi abbiamo bisogno di una piccola polizza e a te non costerà quasi nulla, soltanto qualche sberleffo.
– Ma voi mi proteggerete?
– Se occorre siamo anche disposti ad uccidere per te ed altri come te. Noi siamo i tuoi diavoli custodi, cioè volevo dire…
– Sì ho capito.
– Vivissimi auguri dunque di fulgida carriera. E, mi raccomando: profilo basso, calma e banalità. Al resto penseremo noi, dopo la nostra polizza.
– Grazie, signor messo del Regno della Speranza che altri rozzamente considerano il Regno del Male.
– Un lungo destino comune ci attende, vedrai.

1 – Continua?

© 2006 Paolo Guzzanti

(cap. 2 qui)

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