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Caro Silvio, adesso serve un atto di coraggio

La notizia del giorno è la bocciatura senza appello del Lodo Alfano … violazione art 138 e art 3 della Carta Costituzionale. Cioè si trattava di una modifica per cui non era sufficiente una legge ordinaria ma occorreva una legge costituzionale, visto che introduceva una disparità tra i cittadini in deroga all’art 3, e questo indipendentemente dalle motivazioni per cui era stata scritta.

La votazione è avvenuta a maggioranza (9 per la bocciatura, 6 per salvare la legge riferiscono indiscrezioni di corridoio).

Visto che è in queste condizioni che si vede quanto una persona è adatta a governare un Paese, ci permettiamo di suggerire alcune vie d’uscita. Intanto lasciare che siano gli avvocati di parte a fare i rilievi alla sentenza, che contraddice quanto deciso dalla stessa Corte nel lontano 2004 sul cosiddetto Lodo Schifani (allora, per una procedura simile l’accenno all’art 138 non c’era e si sono sprecati 5 anni di tempo in cui si potevano sistemare per bene le cose). Vincolare i propri colleghi politici a un rigoroso silenzio sarebbe l’ideale (ma purtroppo hanno già parlato). Poi … mettersi al lavoro e prendere atto della situazione.

1 - varare una riforma che ripristini la versione originale dell’art 68 Cost con i modi e con i tempi dovuti. Affrontare la folla eccitata dal demagogo che chiede giustizia sommaria (per gli altri) e insulta sanguinosamente chiunque gli dia torto (foss’anche il Capo di Stato) sarà inevitabile, ed è nel modo con cui verrà affrontata che si vedrà se Berlusconi e i generali del PdL saranno all’altezza del compito

2 - varare una seconda riforma costituzionale (more…)


Un’altra legnata: e il bersaglio minaccia querela

All’avvocato di Fini non è sfuggito … tre righe in un pezzo al vetriolo sulle possibili strategie dell’ex comandante in capo di AN, ora presidente della Camera sono state sufficienti per fare un comunicato in cui si annunciava una possibile querela. La strategia dei media è la solita … riportare le veementi reazioni dei colpiti, si e no un cenno alla legnata che ha fatto il bozzo in testa al cinquantenne aspirante erede di Berlusconi.

Oggi arrivano i chiarimenti (intervista a Feltri sulla Stampa) … si tratta di un processo celebrato su uno scandalo a luci rosse nel lontano 2000 (di cui noi comuni mortali ovviamente non sappiamo nulla). Pare che Fini non c’entri nulla in questo scandalo.

E la sfida di Feltri oggi, in coda alla riproduzione del lancio ANSA … un conto è annunciare la querela, un conto è vincerla … ragionamento sacrosanto, perché si sono già viste tante querele annunciate e poi ritirate … oppure trasformate in richieste risarcimento danni, le quali sono più semplici da affrontare perché un conto è dimostrare che l’altro ha mentito … un conto è dimostrare davanti al giudice che alcune parole, inserite in un certo modo hanno leso la reputazione della persona.


La resa dei conti finale

Ormai non ci sono più dubbi … la stessa tecnica utilizzata è quanto di più devastante e dirompente ci possa essere contro il nemico di turno.
La bomba sganciata l’altro giorno dal neodirettore Feltri sulle prime pagine del Giornale (qui) è solo un esempio di quello che ci aspetta nei prossimi mesi. L’attaccato non ha alcuna arma per difendersi. Non le querele perché sono perse in partenza, non la solidarietà di terzi perché lascia il tempo che trova (anzi … molti mormoravano e sospettavano già prima), non l’urlo contro il giudice cattivo perché sotto c’è la sua firma. Semplicemente colpito e affondato. Rimane su altri l’onere di far partire le inevitabili ritorsioni e rappresaglie … in questo caso un incidente diplomatico in piena regola, con tanto di tessitore infuriato e prese di distanza che non spostano di una virgola la sostanza della questione.

Vantaggi? Pochi. La spada affilatissima non ha colpito il bersaglio giusto, ma solo una delle tante voci che criticavano. Non quella principale.

Sulla prima pagina del Giornale di quel 28/8 campeggiava una faccia di De Benedetti con la smorfia, richiamo alla storia della vendita SME ripresa all’interno del giornale stesso (pagg 8 e 9). Anticipazioni, speculazioni su possibili inchieste … insomma molto fumo e poca carne.
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Urbano contestato

Dopo una stagione allucinante, con soli 34 punti in 38 partite, 3 allenatori, ben 20 sconfitte, 17 partite esterne consecutive senza vittorie, due autentiche lezioni di come brucare l’erba e una retrocessione meritata sul campo come altre tre squadrette (di cui una salvata per miracolo) la misura evidentemente era colma.

Quindi alcune decine di tifosi granata hanno pensato di andare sotto le finestre di Via Magenta a Milano -sede della Cairo Communications- a cantare la serenata al padrone del vapore. C’è chi aveva il vantaggio di giocare in casa, chi invece si è sciroppato 140 km per andarci.

Due striscioni, fumogeni, canti.

Del resto a Milano c’è chi contesta Berlusconi, colpevole di aver venduto Kakà per oltre 60 milioni di euro (e nonostante i buoni risultati ottenuti). Andare a contestare sotto casa un presidente che è retrocesso ignominiosamente e cerca di scaricare le sue colpe su altri al confronto è cosa infinitamente più piccola.

L’interessato, contattato via telefono da toronews.net

preferisce non pronunciarsi in merito a quanto accaduto, e invita a pensare alle cose da fare, ad “andare avanti”, senza fare nomi (che peraltro già si conoscono) relativamente ai candidati alla panchina.


Suicidio politico da sventare

Oggi depetrus e franceschini (rispettivamente dux dell’IdV e liquidatore del PD) hanno fatto ragionamenti molto simili. Prendiamo quello di Franceschini:

La domanda è “volete abrogate la legge-porcata di Calderoli?”. La risposta non può che essere sì.

Ma i termini sono leggermente diversi. (more…)


Lamenti infondati e calcoli sballati

La correttezza o la scorrettezza contano ben poco. Silvio ha sempre saputo che se il referendum verrà accorpato con le elezioni salterà in aria alla Camera o al Senato, a scelta, prima del referendum stesso. Nel caso se ne fosse dimenticato per un’amnesia pasquale -dimostrata dalle sue sinistre aperture- glie lo ricordiamo.
Non è una questione di posizione nel governo o meno. Si tratta di saper leggere i numeri, di capire chi ha le chiavi della maggioranza.
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Popolo dell’Indulto

Il lupo cambia il pelo, ma non il vizio, dice un vecchio adagio.

Così, contenti e orgogliosi di aver votato a favore dell’indulto nel lontano 2006, quelli del Pdl hanno pensato bene di aggiungere un altro tassello alle specialità della casa.
Approfittando del segreto dell’urna (chiesto apposta dalle opposizioni) hanno fatto passare un emendamento che avrà l’effetto di liberare 1038 clandestini il 26 aprile, 277 nelle due settimane successive.

Gli emendamenti identici di Pd e Udc sono passati con 232 voti a favore, 225 contrari e 12 astensioni. La votazione si è svolta a scrutinio segreto. Metà dei deputati dipietristi si sono astenuti (in totale 12)

Non sapremo mai (more…)


Anche i ricchi piangano - il ritorno

[...]Franceschini ha quindi lanciato la sua nuova proposta: “Mettiamo nel 2009 500 milioni per il volontariato e i comuni per contrastare la povertà estrema, per chi non ha nulla. Per finanziare questa iniziativa possiamo introdurre un contributo straordinario di due punti sull’Irpef dei redditi alti, da quelli dei parlamentari in su, e cioè di 120mila euro”. “Chiediamo - ha aggiunto - a circa 150-200mila persone con redditi alti, compresi i parlamentari, di farsi carico di chi non ce la fa”. Franceschini ha anche detto come indirizzare i 500 milioni: “andrebbe rifinanziato il sostegno al Terzo settore previsto dalla legge quadro 328, nonchè il Fondo sociale per i comuni che il governo ha tagliato di 300 milioni”. Il leader democratico si è detto «consapevole» del fatto che si tratti di “una risposta parziale, in attesa di una riforma strutturale”.

via Crisi, Pd: “Una tantum sui redditi più alti” Bossi apre: “Va bene” - Articolo - ilGiornale.it del 11-03-2009.
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A chi conviene il referendum elettorale

Per saperlo basta avere sottomano la classifica della Camera dei deputati e la mappa delle varie regioni partito per partito al Senato.

Grazie alle regole attuali l’unico che gode è il primo … il secondo piange se terzi incomodi superano le soglie (perché gli rubano seggi).
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Le pagelle degli attori

Vediamo come si sono comportati alcuni degli attori della vicenda che ha portato un essere umano a morire d’inedia.

Formigoni 7.5

Fa tutto quello che è in suo potere per tenere in pugno la situazione. Gli altri sono costretti a cambiare territorio per l’esecuzione (e a questo non può opporsi). Guadagna tre mesi di tempo preziosi. Perde un ricorso al TAR Lombardia e si prepara alla battaglia in Consiglio di Stato (ma ha anche altre armi per costringere certi medici a rigare dritto per il futuro).

Sacconi 7

Si immola eroicamente per impedire un’esecuzione sotto Natale sventando un blitz notturno (more…)





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